Cadere in amore: catch me if I fall (in love)

Love_by_Chiara_Console

L’amore e l’innamoramento sono due cose ben diverse. La prima è razionale, ben lontana dalla visione romantica del sentimento duro e puro, la seconda è irrazionale, folle, imprevedibile. C’è un motivo se gli inglesi sono soliti usare l’espressione “cadere in amore” (to fall in love) e i francesi “cadere innamorato” (tombeur amoureux). Si cade e ci si fa male, senza neanche accorgersene.
Si può essere sbadati e inciampare nella prima persona che abbiamo a tiro, cadendo all’improvviso sussurrando languidamente “oh, la caviglia non ha retto il peso e sono caduto in amore”. Altre volte lo si fa quasi con una voglia di sfida nell’animo, con la hybris di sfida gli dei in nome della cosa giusta.

Può andare bene come tutto il contrario. Saranno solo i primi respiri mozzati dopo la fine della rincorsa a perdifiato a poterlo dire, non di certo la razionalità. Chi sano di mente si sarebbe lanciato da solo, con le mani legate dietro la schiena e a occhi chiusi, nel mare in tempesta?

L’amore è ben altro: è decidere di voler sopportare i lati, ma soprattutto gli angoli più appuntiti, del carattere dell’altro. Quanto sarebbe più semplice ripiegare su un colpo di badile ben assestato sugli incisivi e non sussurrare un dolce e pacato “ma certo, tesoro mio”? È non aver paura di dire “amore, quella cravatta è davvero orrenda… dalla a me, avevo proprio bisogno di un po’ di stoffa per la nuova brandina del gatto”, rischiando una pesantissima quanto meritata contusione del setto nasale.

È quella stessa sensazione che ti fa venire voglia di metterti in gioco quando sei all’ennesima partita persa col destino. Quando pensi che è il caso di chiudere la bocca e aprire il cuore perché sono sue le uniche ragioni a spazzare via le altre. Apri il cuore. O Netflix.

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