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Riflessioni

L’arte di procrastinare: ovvero come ho imparato a fare tardi e a essere felice

È un’arte raffinata quella del procrastinare, difficile da imparare. Se non ce l’hai innata, mio caro lettore, non c’è nulla da fare. Modestamente, vanto una percentuale di ritardi pari al 99,9%. Solo una volta sono arrivata presto: quando sono nata. Da allora ho impegnato tutta la mia vita per riuscire a lavare la miserabile onta dell’anticipo, rosicchiando minuti, anzi attimi, rimandando piccole azioni o dettagli. E così, come una sfera su un piano inclinato, piccoli granelli di sabbia riescono a trasformarsi in abnormi macigni di ore e poi giorni e poi mesi. Ma basta parlare di me: anche se preferirei custodire gelosamente il piccolo segreto dorato della procrastinazione, ecco quali sono i piccoli preziosi accorgimenti che voglio regalare al mondo per una vita vissuta sempre un passo indietro.

  • Prendersela comoda ché tanto c’è tempo. Errore. Madornale errore. Arriverà l’orario e vi troverà lì, disperati a procrastinare, con una scarpa e una ciabatta, mentre siete intenti ad arrabattarvi in scuse e richieste di perdono su WhatsApp. Alla faccia del povero malcapitato che starà aspettandovi già da mezz’ora invocando varie divinità dei pantheon indoeuropei.
  • Sfruttare tutti i promemoria dello smartphone. Alla fine, maledizione dopo maledizione verso il suono stridulo di quella suoneria perforante, sarà spontaneo impostare la modalità “silenzioso” sullo strumento di morte. Ecco che l’orario passerà senza accorgersene
  • Assiepare impegni in agenda, possibilmente a breve distanza dall’ora X. Questa è facile, lo ammetto. Basta un piccolo ritardo e, a cascata, l’ultimo finirà inesorabilmente nel baratro dello “Scusami, ho fatto tardi”. In alternativa, potrebbe essere sufficiente porre il più gravoso come immediatamente precedente al momento cruciale: un piccolo imprevisto e via, fuori gioco. E tanti cari saluti.
  • Wikipedia. Basta aprire quel sito dalla faccina innocente per ritrovarsi, quattro ore dopo, a cercare la differenza nei baffi delle due sottospecie del Tamarino Imperatore (eccole qui). Come per le scuse, anche in questo caso c’è bisogno di una buona dose di curiosità (o almeno un indice destro particolarmente avvezzo al click).
  • Essere pigri. La pigrizia è la giunonica mamma della procrastinazione. Lentezza nei gesti, poca voglia di fare, tanti motivi di distrazione (Scoiattolo!). La ricetta perfetta per perdere di vista l’obiettivo senza troppa fatica è pronta.

 

Non proprio l'originale ma, a ben vedere, una replica di alta qualità.

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